TIMO (Thymus vulgaris L)

 

 

 

NOME COMUNE: Timo volgare

NOME SCIENTIFICO: Thymus vulgaris L.

FAMIGLIA: Lamiaceae

NOMI POPOLARI: erba pevera, erba salterella, piperella, sermollino selvatico, amorino, salaredda, peperna, sarapodda, tummineddu, arrigamu.

NOMI STRANIERI:

  • (Eng) Common thyme
  • (Fra) Thym vulgaire
  • (Ger) Thymian
  • (Esp) Tomillo

Il timo è una pianta perenne arbustiva, compatta, di taglia bassa con steli legnosi alla base ed erbacei alla sommità.
Le foglie sono minute, allungate con i bordi arrotondati e di colore verde cenerognolo.
I fiori sono roseo violacei, riuniti in piccole spighe all’ascella delle foglie. La fioritura dura da giugno ad agosto e attira le api e altri pronubi.

Il timo cresce spontaneo nelle colline pietrose ed aride delle zone mediterranee, ma è presente anche sulle Alpi nei pendii soleggiati fino a 1500 m di quota. In natura esistono molti ecotipi di timo comune che si caratterizzano per una diversa composizione dell’olio essenziale.

Pianta originaria dall’Europa centrale e meridionale, dai paesi balcanici e dal Caucaso che cresce dappertutto, adattandosi a qualsiasi ambiente; in Italia si sviluppa dalle zone marine fino alle zone montane preferendo i luoghi aridi, soleggiati, fra le rocce e la ghiaia.

 

ETIMOLOGIA DEL NOME/STORIA E TRADIZIONI: il nome timo può avere varie origini: dal greco thyein che significa profumare in riferimento al profumo aromatico e pungente che emana la pianta, oppure dal greco thumon che significa ciò che è preso in sacrificio in riferimento all’usanza di bruciare la pianta durante i riti religiosi. Il timo era una pianta ben nota agli Egizi, i quali lo utilizzavano nell’imbalsamare i defunti. Infatti pensavano che i suoi fiori rappresentassero l’anima dei morti; oggi invece si sa che grazie al suo olio essenziale, dalle potenti proprietà antimicrobiche, è in grado di inibire la proliferazione batterica. Il timo assieme a lavanda, rosmarino e salvia entrava nel famoso aceto dei quattro ladroni, panacea universale usata soprattutto durante le pestilenze.
TEMPO E MODALITA’ DI RACCOLTA O COLTIVAZIONE: durante la fioritura, tra maggio e luglio, tagliando le sommità della pianta ed evitando le parti più legnose.

PARTE UTILIZZATA: sommità fiorite (foglie + fiori).
Il timo viene usato in cucina per insaporire e rendere più digeribili molte pietanze a base di carne, funghi, pesce e verdure.
Si utilizza anche per aromatizzare sughi, ripieni e liquori.

Il timo può anche essere consumato come infuso d’erbe. Si usa, inoltre, per preparare dei suffumigi espettoranti.


COME SI USA IN COSMETICA: per uso esterno si utilizza principalmente l’olio essenziale per le sue proprietà antisettiche, antibatteriche, disinfettanti e deodoranti. Può rientrare nella formulazione di:

  • creme e detergenti ad azione disinfettante e purificante in caso di acne, pelle grassa, impura e piccole ferite
  • colluttori e dentifrici per la pulizia del cavo orale, per aiutare a prevenire la placca e profumare l’alito
  • shampi e lozioni ad azione fortificante e purificante sui capelli
  • creme ed unguenti ad azione calmante sui dolori artro-muscolari
  • deodoranti per ascelle e piedi.

COME SI USA IN CUCINA: il timo è una delle piante aromatiche più utilizzate in cucina per insaporire carni, pesce, verdure, zuppe e minestre.

PRINCIPALI COMPONENTI

  • Olio essenziale (1-2-5%): caratterizzato dalla presenza predominante di due composti fenolici: il timolo (30-70%) e il carvacrolo (3-15%). In quantità minore sono presenti inoltre monoterpeni (cimolo e terpinene), idrocarburi terpenici, sesquiterpeni e alcoli (linalolo e terpineolo). La composizione dell’olio essenziale può variare notevolmente a seconda della provenienza della droga e del momento della raccolta
  • Tannini
  • Flavonoidi
  • Triterpeni e saponine
  • Acido caffeico, rosmarinico ed ursolico

PROPRIETA’ SALUTISTICHE PRINCIPALI

Le principali proprietà benefiche del Timo sono:

  • Antisettica, antibatterica, antifugina ed antiossidante
  • Calmante della tosse 
  • Mucolitica ed espettorante: favorisce la fluidificazione e l’eliminazione del catarro in eccesso
  • Favorisce la produzione della bile (azione coleretica)
  • Migliora i processi digestivi grazie alla sua capacità di contrastare la formazione di gas e fermentazioni a livello di stomaco ed intestino

CONTROINDICAZIONI: se ne sconsiglia l’uso in gravidanza ed in caso di allergia individuale alla pianta. Molta attenzione va posta nell’utilizzo dell’olio essenziale puro: se ingerito può provocare, a seconda della dose, nausea, vomito, diarrea, vertigini, insufficienza epatica e renale. Non va quindi assunto per via interna, se non sotto consiglio di medico esperto in materia. Per uso esterno l'olio essenziale non va utilizzato puro ma veicolato in un olio vegetale o in una crema all'1-2%.

 

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